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Reset – La Comunicazione

Reset Comunicazione

Democrazia e Comunicazione libera e indipendente: un binomio indissolubile!

La volta scorsa abbiamo detto che questa che viviamo oggi in Italia non è la vera Democrazia, ma una parola ormai svuotata del suo significato civico ed etimologico.

Il paragone della fuoriserie senza alcune delle sue parti essenziali è calzante; col motore guasto o gli pneumatici sgonfi, anche la migliore supercar rimane ferma, inerte, sorpassata anche da un motorino sgangherato.

Allo stesso modo, perché una Democrazia possa essere ritenuta tale, la Comunicazione deve essere assolutamente libera e indipendente dai poteri forti, soprattutto quello politico e quello economico!

Certo, siamo realisti: pochi sono gli stati dove questo dogma si avvicina al 100%; ma tra il bianco e il nero ci sono infinite sfumature di grigio, e da queste si può valutare lo stato di salute della Democrazia.

Arriviamo al dunque:
non scopriamo certo l’acqua calda se diciamo che in Italia la comunicazione è integralmente in mano ai potentati politici ed economici; peggio ancora: qui da noi la commistione è totale perché addirittura l’economia, la comunicazione, la politica (alcuno direbbe anche la malavita organizzata), sono impastate tra di loro e hanno generato un composto mostruoso che continua a lievitare, che ingloba tutto; un loop autoreferenziato che è necessario interrompere perché ha cortocircuitato il concetto stesso di Democrazia.

Contrariamente a quanto crede la maggioranza delle persone, il male peggiore, sebbene aberrante e da rimuovere immediatamente,  non è il conflitto d’interessi di Berlusconi, ma il finanziamento pubblico dei giornali!
Qualcuno si è mai chiesto perché la politica non ha mai affrontato il conflitto d’interessi del “Cavaliere”?
La risposta sta nel proverbio popolare: “Una mano lava l’altra e tutt’e due lavano il viso”, di più non è necessario dire.

Tutti i giornali italiani sono attaccati alla pompa dei contributi che lo Stato gli eroga, unico caso al mondo!
Non solo: tutti i partiti hanno un giornale o un altro mezzo di comunicazione (radio TV) finanziato dallo stato con leggi “ad hoc”, e quando i potenti devono “sistemare” qualche “amico”, gli fanno aprire una qualsivoglia pubblicazione, finanziata dai nostri portafogli, col doppio vantaggio: di aver adempiuto all’obbligo verso l'”amico” e di trarne una riconoscenza anche dal punto di vista mediatico, quando serve.

Perché andare quindi a rompere questo equilibrio, utile a tutti (loro)?

Ovvio che i media, oggettivamente schiavi del potere, osteggeranno qualunque movimento e/o iniziativa intellettuale o politica che intenda revisionare questa oscenità; i commenti e gli articoli che leggiamo sui principali media nazionali, sono condizionati dai loro datori di lavoro: il composto mostruoso di prima.
Su questo punto non si può fare a meno di solidarizzare con quanto lamentato da Grillo; la ragione non ha colore.

Essi sanno bene che se il potere politico verrà acquisito da una forza estranea alle correnti pastoie, la loro fine sarà pressoché segnata, non essendo strutturati a sopravvivere per merito.

Altrettanto ovvio che nuovi personaggi politici o d’opinione non potranno mai affacciarsi alla ribalta se non “graditi” dall’apparato, o peggio intelligenti e indipendenti, quindi pericolosi; un sistema di autoreferenziazione difficile da intaccare.
E’ come l’animale che difende il proprio territorio a tutti i costi… allucinante ma comprensibile.

Questa breve disamina fa comprendere che la nostra Democrazia è soltanto una parola svuotata del suo significato, e fin tanto che la comunicazione non diventerà libera e indipendente, o quantomeno vi si avvicinerà, il benessere civile sarà solo un miraggio.

E’ un cane che si morde la coda, e continua a roteare su se stesso; bisogna fargli lo sgambetto per farlo smettere.

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Un Commento • Reset – La Comunicazione

  1. olga
    11 aprile 2013 alle 18:40

    solo gli stupidi possono ancora credere a quello che dice la televisione

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