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La Schiena Dritta

andrea-scanzi

Raramente capita di vedere giornalisti dalla schiena dritta che non hanno paura a esprimere pubblicamente il loro pensiero di fronte al potente di turno.

La scenetta patetica del politico contrariato che si alza dalla sedia e se ne va nel bel mezzo di un programma televisivo è ormai usuale, ma in genere il giornalista (si fa per dire) lo richiama, si ritrae, lo prega di rimanere, e smette di fare domande scomode; una forma di intimidazione che quasi sempre coglie nel segno.

Andrea Scanzi non si è fatto intimidire e ha risposto come dovrebbe fare qualsiasi vero giornalista: con fierezza della propria opinione.
E si che l’argomento non era leggero, né la presenza della nipote del Duce era da meno; ma l’irruenta parlamentare se l’è cercata.
Ha tentato di sminuire la figura del suo interlocutore che gli ha risposto per le rime, non indietreggiando un millimetro di fronte alla sua sgarbata, volgare reazione.

D’altronde la signora (mi si passi il termine) non è imparentata con Garibaldi o Mazzini, ma con chi ha infamato la reputazione degli Italiani e ha ridotto questo Paese un cumulo di macerie.
Ogni qualsivoglia buona attività egli abbia fatto, non compensa neanche minimamente le atrocità che i nostri progenitori hanno vissuto.

La polemica di questi giorni sulle frasi oscene di Berlusconi, va considerata al di là del suo contesto, perché accende i riflettori su un’altra aberrazione del “berlusconismo”, ovvero potersi permettere tutto, purché si faccia almeno una cosa giusta.

Su questo argomento torneremo, è un principio cancerogeno dei giorni nostri da estirpare con assoluta fermezza!

Oggi però voglio ancora fare i complimenti ad Anrea Scanzi, sperando che molti altri prendano il suo esempio.

Bravo!

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4 Commenti • La Schiena Dritta

  1. Pippo
    01 febbraio 2013 alle 07:49

    La Germania è meno malata di nazismo di quanto non lo sia l’Italia di fascismo.
    Dopo la guerra i tedeschi si sono comportati come ci si comporta dopo un’epidemia: si brucia tutto, perché chiudi un occhio su qualcosa non solo non distruggi l’infezione, ma rischi che si ripresenti.
    Con una serietà che purtroppo a noi è mancata, immediatamente dopo la guerra hanno avviato l’ Entnazifizierung, http://de.wikipedia.org/wiki/Entnazifizierung cioè un processo totale di rimozione del nazismo.
    In pratica con leggi speciali come il Befreiungsgesetz, e con tribunali speciali come lo Spuchkammern, hanno letteralmente bonificato ogni strato della società rimuovendo da ogni incarico chiunque durante il nazismo avesse ricoperto un qualsiasi ruolo, anche il meno importante, nel pubblico impiego.
    Nell’opera di bonifica vennero coinvolte circa duemilioniesettecentomila persone, la maggior parte delle quali, a prescindere dalla specializzazione e dal ruolo ricoperto, finì con la zappa in mano a ricostruire l’agricoltura tedesca o col decespugliatore a ripulire il ciglio elle strade. In Italia
    Non ricordo chi disse che il nazismo fu una grande tragedia e il fascismo grossa commedia, certo è che in Italia la commedia è continuata pure dopo: in Germania ci fu l’ Entnazifizierung, in Italia l’amnistia. E quaranta milioni di fascisti che diventarono quaranta milioni di antifascisti. O, come diceva Flaiano, “ora in Italia vi sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti”.
    Nella scenetta che hai linkato i tipi sono rappresentati tutte due, altro che schiena dritta!

  2. eleonora
    30 gennaio 2013 alle 13:48

    più che furbo lui, scema lei, ma non capisco perchè continuano ad invitarla, ma che interessa alla gente quello che dice. io ho deciso cìdi non guardare più queste accozzaglie di personaggi inutili

  3. Gianni
    29 gennaio 2013 alle 22:39

    lei è proprio la peggio, ma anche il giornalista sembrava che la provocasse apposta, poi quando ha capito che era matura ha sferrato il colpo. è stato bravo e furbo

  4. alice
    29 gennaio 2013 alle 22:15

    l’ho visto in diretta, ancora batto le mani!

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