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La Conoscenza – Slot Machine

Slot Machine

L’uomo, durante la sua evoluzione ha avuto momenti di alti e bassi; alterna periodi di grande fulgore a drammatiche decadenze, come se un gene impazzito ogni tanto si appropriasse del nostro istinto di conoscenza e ci imponesse di distruggere quanto di buono abbiamo costruito.

Dante declamava:
“…fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.”;
egli considerava la conoscenza il presupposto fondamentale per la valutazione di una persona, non a caso inserisce i versi di questa terzina nel canto 26° dell’Inferno, ove sono puniti i consiglieri di frode.

Tutti i consiglieri di frode, e i frodatori stessi, dall’antichità ad oggi, nulla potrebbero dinanzi alla forza incontrastabile della conoscenza: la più acerrima nemica del malaffare, che impedisce il compimento del loro meschino progetto.

Il fatto che la nostra società, oggi, attraversi una fase oggettivamente decadente, è conseguenza dell’assopimento della conoscenza, appositamente distratta da gadget sgargianti, da inutili attività che ci occupano una gran quantità di tempo, da azioni che gratificano il nostro cervello solo per un breve lasso temporale, lasciandolo vuoto di conoscenza, e conseguentemente involuto, destinato a decadere.

L’establishment politico ed economico ci vuole tutti beoti, pronti a tracannare ogni scemenza ci venga proposta e spacciata come “bisogno essenziale”; il business legato alla telefonia & co. ne è il principale esempio, ma non è l’unico.

Lo scopo è mantenerci lontani dal sapere, e dal rischio di provarci gusto; la conoscenza è la droga più salubre per umanità, ma la devi provare, devi diventarne dipendente, apprezzarne i vantaggi, il piacere immenso, senza controindicazioni.

“La conoscenza non nuoce alla salute, ma agli interessi dei potenti”; se al posto del sottoscritto questo semplice aforisma fosse stato partorito da un intellettuale “del giro”…, sarebbe subito messo alla porta.

Prendiamo a esempio un tipico giocatore abituale di slot machine o di una qualsiasi macchinetta mangiasoldi che troviamo anche nei bar: se egli avesse l’esatta consapevolezza del meccanismo che vi è dietro, la natura umana non gli permetterebbe di azionare la mano e inserire denaro in quella fessura, poiché vincere è aritmeticamente impossibile.

Come ci informa l’AAMS (agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato) in questa pagina, i cosiddetti “apparecchi certificati”, restituiscono il 74% del denaro giocato.
Questo vuol dire che se introduciamo 100 Euro, la macchina ce ne restituirà 74…; bell’affare!

A nulla vale l’eventuale vincita sporadica, perché alla fine di ogni ciclo di gioco (e i ludopati ne fanno decine), il malcapitato, bene che gli andrà, avrà lasciato alla lunga catena degli speculatori, il 26% del suo danaro.
Va da se che la sua personale bancarotta non è una possibilità, ma una certezza che si realizzerà, dato il tempo.

Il lettore equilibrato capisce da se che giocare a queste trappole è quantomeno stupido; ma non siamo tutti uguali, come dicevo un paio di post indietro.
C’è gente che non ha l’esatta consapevolezza delle proprie azioni, e per imprimergli in testa un principio aritmetico anche così semplice, occorre più di qualche sollecitazione.
Il gioco inconsapevole poi, si trasforma presto in ludopatia, una malattia gravissima che ormai necessita di interventi reali.

A mio modesto parere, uno Stato che si rispetta, non favorisce il gioco d’azzardo; al contrario si deve occupare di curare coloro che sono caduti nel gorgo, soprattutto con interventi preventivi sulla conoscenza.

Lo Stato non può lavarsi la coscienza con la mera pubblicazione della pagina web che abbiamo visto prima, consapevole che ogni giorno migliaia di persone lasciano in bolletta la propria famiglia davanti a quei mostri; e che molti di loro si accingono a delinquere per soddisfare il bisogno compulsivo.

Ecco il valore immenso della conoscenza, che invece lo Stato deve promuovere con tutte le forze; l’antidoto più efficace a ogni disagio cui l’uomo, inevitabilmente, è soggetto per sua natura.

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51 Commenti • La Conoscenza – Slot Machine

  1. maurizio62
    06 luglio 2013 alle 15:46

    ……allora,intanto un saluto a tutti ed al padrone di casa…..questo delle slot machine,e’un argomento interessante,io la definisco la nuova eroina di stato,e’ chiaro e plateale sapere chi c’e’ dietro questo mondo di luci. Lo stato fa’ da intermediaro,da buon padrone di casa ,il vero baro del gioco……dove si inventa lo slogan ….giocate responsabile….mah..roba da pazzi…..Io ai miei figli…sopratutto al maschio,ho fatto riscoprire il piacere di una sana partita al ping pong,bigliardino,oppure al biliardo…..giochi semplici d iuna volta…..spendi poco e ti diverti in compagnia…..l’opposto delle slot machine,dove la solitudine ti abbraccia e ti rende sempre piu’vulnerabile……Poi vorrei spendere due parole sui commercianti,..io lo sono stato ,di un bar,…. togliete queste infernali macchinette,tanto il guadagno non e’ cosi rilevante per voi,e vi degrada il posto….vedere magari la signora del vs condominio rovinarsi perche’ viene presa dal gioco…..
    Sono cosciente che questa e’utopia,ma io voglio crederci,un passo indietro ,stiamo correndo troppo……no ai videogiochi..si al ping pong……no alle merendine chimiche..sia a pane burro e marmellata…e un sorriso per tutti….maurizio

  2. danyel
    04 luglio 2013 alle 15:28

    Leggere quantto accaduto in questi giorni

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/suicida_ischia_19_anni_perso_soldi_slot/notizie/300115.shtml

    mi ha riportato alla mente questo articolo di Fabio.

    Come già detto in altra parte di questo Sito, qualcosa di simile mi ha toccato di recente.
    Ci sarà anche la debolezza di chi ci “casca” (ognuno di noi può nella sua vita attraversare un periodo di fragilità) ma quanto influisce il continuo martellamento di certe radio e tv?

    • marina
      04 luglio 2013 alle 23:59

      Gioco d’azzardo, Centro Don Picchi:
      «Un romano su 100 si indebita»
      http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/gioco_azzardo_romani_debiti/notizie/291783.shtml

      Roma, lascia il figlio di 18 mesi solo
      in casa per andare a giocare alle slot machine
      Denunciata mamma di 31 anni a Marino: la polizia ha trovato il bambino sul letto in lacrime
      http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_lascia_il_figlio_di_18_mesi_solo_in_casa_per_andare_a_giocare_alle_slot_machine/notizie/283958.shtml

      Video-poker e slot, è allarme:
      “I viterbesi ne sono schiavi”
      http://www.ilmessaggero.it/VITERBO/video_poker_allarme_slot/notizie/280622.shtml

      Allarme gioco d’azzardo:
      umbri schiavi di 6mila videopoker
      http://www.ilmessaggero.it/UMBRIA/umbria_perugia_marsciano_videopoker_gioco_d_azzardo/notizie/287505.shtml

      «Tante famiglie sul baratro:
      sindaci, bloccate i videopoker»
      Gioco d’azzardo e ludopatie: parte da Perugia la campagna per chiedere ai Comuni di eliminare l’uso delle slot machine
      http://www.ilmessaggero.it/UMBRIA/perugia_crisi_videopoker_sindaci_comuni/notizie/287934.shtml

      Il gioco d’azzardo costa 103 milioni l’anno «Aiutare le famiglie finite sul lastrico»
      http://www.ilmessaggero.it/UMBRIA/perugia_umbria_gioco_azzardo_slot_videopoker/notizie/288878.shtml

      Ricerca choc: uno studente su due gioca d’azzardo…
      Gioco, a Latina spesa record allarme per il rischio dipendenza

      • giampiero
        05 luglio 2013 alle 11:16

        1 su 100 quelli conosciuti poi ci sono quelli non conosciuti io
        ho lavorato tutta la vita nella Tiburtina industriale zona tra S.Basilio
        e raccordo anulare piena di grandi fabbriche oggi una sorta di Las
        Vegas una sala giochi per ogni vecchia fabbrica chiusa un vero
        scempio riconvertito un intero polo industriale in un polo del vizio
        senza poi contare la prostituzione nello stesso posto…..

      • giampiero
        07 luglio 2013 alle 05:17

        Marina hai postato molti fatti accaduti in tutta Italia io ne porto
        a conoscenza uno che ho saputo stamattina presto quando ho
        portato giù il cane,sembra una battuta ma è vero,un mio amico
        d’infanzia(imprenditore importante)che non vedo da molti anni col
        gioco è diventato MILIONARIO l’unico problema che prima del gioco era
        MILIARDARIO ora famiglia sfasciata separazione in atto operai a rischio.

    • marina
      06 luglio 2013 alle 15:57

      non si può neanche dire che le slot facciano del bene indirettamente allo Stato, “tanto i soldi spesi vanno a finanziare lo Stato”
      e no, non succede
      e va detto che tra i primi a guadagnare sui giochi on line sembra sia proprio il solito politico (nano, quello che ha presentato il tv il modulo facsimile per il rimborso dell’IMU)
      infatti, ancora una volta (era successo per le evasioni fiscali, si potevano far rientrare capitali al 4%!) la legge c’è, ma se si tratta di danneggiare lo Stato, cioè noi, per favorire i soliti noti politici e anche i meno noti simpatizzanti collaborativi… la Legge si può – in qualche modo – rendere inefficace

      copiato dal web
      Scandalo slot machine, scontati 96 miliardi di euro.

      Di Barbara Benedettelli

      98 MILIARDI di euro equivalgono a ben 5 manovre economiche. Sono i soldi che alcune concessionarie di slot machine avrebbero dovuto allo Stato secondo una indagine della Finanza. Di quei 98 MILIARDI (lo scrivo maiuscolo perché sia chiaro che non sono milioni) ne abbiamo recuperati 2,5 in primo grado. Gli altri 96, che potrebbero impedire i tagli al welfare, che potrebbero diminuire i costi del lavoro e creare occupazione, che potrebbero essere dati al volontariato per sostenerlo nella fondamentale opera sociale, che potrebbero evitare tagli lineari alla sanità, che potrebbero permettere incentivi per gli insegnanti, che potrebbero andare all’università per abbassare le rette e alla ricerca delle energie alternative, che potrebbero impedire i tagli alle forze dell’ordine e quindi alla sicurezza dei cittadini, che avrebbero potuto impedire di portare l’IVA al 21% e il rialzo che arriverà, che avrebbero potuto impedire l’IMU sulla prima casa ecc.

      Quei NOVANTASEI MILIARDI DI EURO mancati che potrebbero perfino abbassare parte del nostro debito pubblico, neanche un governo che parla ogni istante di rigore, che chiede ai cittadini lacrime e sangue, che taglia da una parte, quella essenziale per la persona, e aumenta dall’altra i costi della vita, rendendoci tutti un po’ più poveri: insomma tutti uguali nella povertà, niente più classi intermedie. Solo i “poveri” (la maggioranza) da una parte e i ricchissimi (pochi) dall’altra. Situazione che mi ricorda regimi che spero non tornino mai.

      • giampiero
        06 luglio 2013 alle 16:23

        Non ci scordiamo che la carogna nana con Tremonti e Brunetta
        nelle loro finanziarie avevano messo già gli incassi presunti dai giochi
        questo è un paese che si regge sulle lotterie ma l’unica vera lotteria
        è arrivare a fine mese per i pensionati come me e per i lavoratori con
        la ritenuta alla fonte ma anche li come nelle altre non si vince mai e per
        mettere assieme pranzo e cena decenti per tutto il mese e più difficile
        che vincere al superenalotto

  3. 16 giugno 2013 alle 13:26

    Piccola “mozione d’ordine”:
    gli interventi su questo topic sono talmente interessanti che è un vero peccato relegarli a un colloquio tra gli autori e pochi altri che hanno la facoltà di recuperarli nel mezzo della pagina.
    Il sistema dei commenti ha due possibilità:
    che la sequenza delle risposte appaia in testa, oppure in coda.
    In questo blog ho deciso che le risposte appaiano in testa così da poter leggere per primi i commenti più attuali.
    Nel caso di commentatori che vogliano rispondere ad altri commenti, la risposta invece appare sotto al testo originario, per consentire al lettore di seguire correttamente il filo logico.
    Tutto va bene, tranne il caso in cui l’argomento stuzzica le menti più brillanti, che generano un fitto contraddittorio, interessantissimo, ma difficile da recuperare, perché rimane sotto ai nuovi commenti che altri lettori inseriscono.
    Porca miseria! E come lo risolviamo?
    I commentatori non hanno problemi, perché probabilmente hanno spuntato la casellina sotto al pulsante di pubblicazione del commento che gli permette di ricevere comodamente sulla loro casella di posta elettronica tutti i commenti aggiunti al post; e gli altri?
    Chi vuole può ugualmente iscriversi per ricevere i commenti senza farne, ma in questo caso la formula del forum sarebbe la più appropriata; ho già predisposto un’area forum che presto metterò on line, e replicherò su di essa i medesimi argomenti (più altri) che trattiamo nel blog, mostrandone specularmente i commenti.
    Una forma di sinergia che desidero sperimentare.
    Nel frattempo, vi chiedo di prestare attenzione a dove postare le risposte, per renderle visibili più agevolmente ai lettori; da parte mia, userò questo pomeriggio domenicale, per fare alcune modifiche all’impaginazione dei commenti, e migliorarne la visibilità e la fruizione, ringraziandovi ancora tantissimo per questo lavoro che mi costringete a fare, conseguenza dei vostri contraddittori, che mi onoro di ospitare sul mio blog.

  4. giampiero
    16 giugno 2013 alle 12:15

    Marina stai cercando ripetutamente ma inutilmente
    di far capire la differenza tra un arrogante arrampicatore
    sociale disposto a tutto per apparire e arricchirsi facilmente
    e le persone normali con dei principi morali e etici con dei
    paragoni e metafore appropriate e tra le persone deboli e
    manipolabili da quelle forti e manipolatrici ma non c’è peggior
    sordo di chi non vuole sentire.
    Ciao

  5. Mauro
    15 giugno 2013 alle 17:31

    Rispondo ad un commento di Roberto.
    Non è questo il post dove dovremmo parlare della querelle di Radio Radio, credo che comunque Fabio non ci banni per off-topic.
    La tua posizione di forzata equidistanza non è corretta e ti spiego perché.
    Intanto Ilario sta usando un mezzo che è di proprietà di Fabio, per difendersi in quanto indagato per reati commessi da lui contro il mezzo che sta usando strumentalmente e contro di Fabio stesso, senza dargli la possibilità di replica, in quanto apparentemente tiene ancora “ostaggio” le sue familiari e tutta l’azienda.
    Già questo dovrebbe indicarti il soggetto; poi, io faccio il commercialista, e attraverso quello che pubblicamente si può sapere (e dire) dell’azienda, non mi risulta che ci siano molti dipendenti, perché proprio Ilario (senza avere titolo) li avrebbe licenziati qualche mese fa.
    La radio è al suo esclusivo servizio. Il Movimento per la Gente (ormai floppato) è l’esempio, per chi non se ne fosse accorto.
    Se non ci fosse stato lui, ci sarebbe stato qualcun altro che avrebbe di sicuro fatto meglio, perché il plusvalore delle emittenti non è chi trasmette ma l’emittente stessa. Questo ormai è un paradigma assoluto nel mondo della radio e tv che conosco molto bene.
    Altro non posso dire, solo che sono certissimo che prenderà una tale bastonata che rimpiangerà di essersi comportato in questo modo. FIDATI.

  6. 15 giugno 2013 alle 16:44

    Marina ha postato due commenti illuminati nella sezione “commenti Facebook”, subito sotto al post.
    Non vi spaventate dalla lunghezza dei post, sono interessantissimi; d’altronde la conoscenza non può stare in un SMS da 140 caratteri o in un banale tweet! 🙂

  7. giampiero
    15 giugno 2013 alle 15:31

    Complimenti a Marina(anche mia sorella si chiama cosi)per la risposta
    data a Roberto dicendo in modo garbato quello che ho detto io in modo
    più duro e indispettito dalle sue esternazioni.Io ho fatto la terza media
    e sono orgoglioso di aver lavorato da 15 anni fino a 60 e non mi schiererò
    mai dalla parte degli Ilario di turno(purtroppo tanti e in aumento)ma sempre
    dalla parte dei Fabio(anche questi purtroppo tanti e molti indifesi)e non per invidia come mi ha accusato Roberto ma per amore di giustizia e legalità valori frequenti nella mia generazione un po meno nella seguente inesistenti in quella di oggi e Roberto schierandosi con Ilario(problemi suoi)ne è un esempio la mia filosofia di vita è stata è e sarà sempre all’opposto di chi vuole arrivare con tutti i mezzi calpestando tutti e tutto(meglio poco di niente che niente di tanto)perchè poi quella è la fine volere tutto per non godersi nulla.
    Ciao

  8. giampiero
    15 giugno 2013 alle 09:35

    Una cosa però è più dannosa del gioco è il Berlusconismo radicato
    dentro a chi paragona gli sport con il gioco la droga e l’alcolismo dicendo
    che è una scelta personale quelle idee oltre tutto tra i giovani sono la rovina
    del paese andato alla deriva e senza valori,come si può mettere sullo stesso piano
    lo sci la pesca subacquea l’alpinismo col gioco d’azzardo la droga l’alcol è come
    paragonare l’omicidio con la multa per sosta vietata

    • marina
      15 giugno 2013 alle 11:27

      bisogna saper distinguere…
      una cosa è praticare sport
      altra cosa è partecipare come destinatario/pubblico/spettatore in modo (ipnotizzato) “quasi” ossessivo allo “sport” di altri…
      c’è molta letteratura che spiega quali sono i veri scopi di tanto strabordante “sport” (=partite di calcio) in tv.
      Se leggi quanto ho scritto nei 2 commenti (“da facebook” vedi marina campagna) c’è poco da illudersi, aggiungo purtroppo, molto spesso ci pensiamo liberi, crediamo che siano delle nostre scelte libere appunto, ma in realtà si cela molto altro che tanta gente non percepisce: condizionamenti inconsci, manipolazioni, finalità altre che nulla hanno a che vedere con un momento di svago. Buona lettura

      • giampiero
        15 giugno 2013 alle 11:36

        Con me sfondi una porta aperta(anzi un portone)le Vanna
        Marchi dell’etere televisiva e radiofonica sono tante sotto
        ogni forma e le persone deboli manipolabili(anche in politica)
        sono purtroppo tante e la povertà le rende sempre più a rischio.

  9. ProfMF
    14 giugno 2013 alle 18:50

    @daniele
    Daniele, sbagli i conti.
    Intanto sono 26 Euro ogni 100, ma le cose non stanno come dici tu, ma come spiega Fabio, che forse avrebbe dovuto precisare più specificatamente, ci provo io.
    Se io ho 100, e li metto nella macchinetta, me ne rimangono 74, che rimetto nella macchinetta e ne rimangono 54 (74 – 26%), poi i 54 diventano 40, poi 29, fino a svanire.
    Ecco come finiscono gli stipendi, non è come andare allo stadio o al lago dove già so quello che spenderò, per non parlare poi del fatto che stare ore a rincoglionirsi li davanti, non mi sembra costruttivo!

  10. daniele
    14 giugno 2013 alle 18:33

    Qui si fa troppo buonismo a mio avviso.
    Il gioco è un passatempo e come tale costa? Quanto?
    24 euro ogni 100 euro più o meno.
    Pensate che io domenica me ne vado al lago a fare attività sportiva, passerò circa 48 ore e spenderò tra tutto quando circa 300 euro, senza avere in ritorno nemmeno 1 euro.
    E’ un passatempo, stupido a mio avviso, ma lo è.
    Causa dipendenza e la gente ci si rovina, francamente.. guarda ve lo dico con il cuore senza problemi, non me ne fotte nulla, sono scelte personali.

    • eleonora
      14 giugno 2013 alle 18:38

      Secondo quello che dici, anche la droga allora va bene.
      Per quelli che possono controllarsi, è un passatempo, gli altri che si ammazzassero da soli, sono scelte personali…
      Daniele, ma che dici???

      • daniele
        15 giugno 2013 alle 09:00

        Con questo discorso lo stato dovrebbe vietare e controllate tutto. Ogni attività ha dei rischi, come l’alpinismo e , lo sci, la subacquea e tante altre. La droga, vera piaga sociale, è giustamente vietata anche perchè crea danno agli altri e non solo a se stessi. Il gioco è una scelta personale, chi non riesce a starne alla larga ha dei problemi psicologici ma ci sono tante tate persone che ci si divertono responsabilmente . Guarda a me non me ne frega nulla e non ho mai messo un cents in una macchina, ma è un concetto di libertà di fare quello che ognuno vuole e anche di assumersi le proprie responsabilità. Lo stato deve essere un aiuto per l’economia e la vita delle persone non la balia di persone irresponsabili

        • giampiero
          15 giugno 2013 alle 09:11

          Ti rendi conto che paragoni fai l’alpinismo lo sci la
          pesca subacquea prima di tutto sono sport, estremi
          ma sport, oltre tutto costosi e non alla portata di tutti non
          sono fatti da anziani pensionati e da bambini manipolabili
          sul compiuter da casa dove lo stato non solo non li vieta
          ma è il primo beneficiario degli introiti il secondo le mafie
          ma forse primo e secondo sono la stessa cosa

          • daniele
            15 giugno 2013 alle 09:18

            Capisco tutti i vostri dubbi ma io ho una visione del mondo un pò più pragmatica. Per quanto riguarda il gioco on line, se non ci sarebbe probabilmente meglio, ma non è una cosa da vietare a priori come se fosse in demonio. Io lo definisco “Tassazione volontaria alle casse dello stato”.

        • Roberto
          15 giugno 2013 alle 10:48

          Daniele, sembra che tu sia il “bastian contrario”, rispetto ai pareri della maggioranza dei componenti del blog. Le tue considerazioni sarebbero pienamente condivisibili se la nostra società fosse paragonabile ad una sorta di giungla dove lottano per la sopravvivenza leoni e gazzelle. In una società civile, invece, lo stato deve prodigarsi affinché possa tutelare ogni classe e ceto sociale e soprattutto i deboli. Il gioco d’azzardo è sempre esistito, ma rappresentava un fenomeno marginale in quanto era combattuto e considerato fuorilegge. Purtroppo, lo stato, invece di potenziarne il contrasto con mezzi leciti e magari ad iniziare dall’età scolare (educazione civica), ha pensato bene di entrare in concorrenza, autorizzandolo, onde incrementare le entrate dell’erario. In tal modo, le stesse persone che prima erano state “perseguitate” si sono trasformate in “autorizzate”. Potremmo continuare il discorso con alcool e fumo, ma non finiremmo mai. Vi cito solamente due massime citate da due noti personaggi: Petrolini ” i soldi vanno cercati dai poveri. Ne hanno pochi ma sono tanti”; Camillo Benso Conte di Cavour ” le lotterie sono il pane dei coglioni”. A buon intenditor…..mentre scrivo sulla radio è iniziato un nuovo sproloquio che sembra debba finire con il solito pianto……sapevo che a volte il pianto paga ma in questo caso, a differenza delle lotterie, sembra sempre.

        • marina
          15 giugno 2013 alle 11:32

          la droga è reale
          i messaggi subliminali non sono percepibili a livello conscio…
          l’ipnosi non autorizzata dal “ricevente” contribuisce in modo subdolo a creare una sorta di automi (tra le sventure che gli possono capitare c’è anche il fatto di svuotarsi le tasche per riempire tasche altrui… con i giochi, certo, anche con i giochi on line)

    • giampiero
      14 giugno 2013 alle 18:43

      Beato te che puoi spendere 300€ al lago in 2 giorni c’è
      chi con quelli ci deve campare un mese e se se li gioca
      pure perchè è manipolabile anche a me se ti affoghi al lago
      non me ne frega niente è una scelta tua personale ma se
      ti affoghi perchè ti ci portano a farlo mi preoccupo

      • daniele
        15 giugno 2013 alle 09:02

        Ne spendo 300 perché posso permettermelo e non 1000 come magari mi piacerebbe per fare altre cose. Non vado a bruciare i risparmi per comprarmi la barca e non mi sogno di chiedere soldi ad amici e parenti per l’ultimo modello di surf.
        Ho un passatempo, un hobby e lo pratico con responsabilità.

        • giampiero
          15 giugno 2013 alle 09:20

          Allora visto che dai pareri e risposte da professorino
          senza sapere con chi stai parlando per me ne puoi
          spendere anche 10.000 per fare quello che vuoi(speriamo
          per te che duri)abbi rispetto per chi campa con 500€ al
          mese ma ha molta più dignità di quelli come te che hanno
          la puzza sotto il naso magari solo perchè hanno babbo
          che li mantiene

      • marina
        15 giugno 2013 alle 11:35

        ” …se ti affoghi perché ti ci portano a farlo mi preoccupo”
        condivido appieno!
        Soprattutto se con mezzi/metodi non percepibili ai più
        mezzi subdoli, capaci di interagire direttamente con il nostro inconscio, senza chiederci il permesso!

    • stefano
      14 giugno 2013 alle 19:21

      BRAVO! Sono scelte personali. ESATTO!
      Come quella di mettere o non mettere la cintura di sicurezza in auto. Però che strano: per le cinture lo Stato si preoccupa per me..e si preoccupa così tanto che mi obbliga a metterle; al contrario delle conseguenze che provoca il gioco non gliene può fregar di meno..E ancora, delle sigarette elettroniche gli interessa moltissimo, di quante male facciano. Dell’ALCOOL e dei danni che provoca, di nuovo, STRANAMENTE, non gli importa un fico secco! Non sarà che “lo Stato” non esiste? Mi correggo: non sarà che “lo Stato” è diventato quello che non dovrebbe essere?

      • daniele
        15 giugno 2013 alle 09:04

        Le cinture non sono paragonabili ad un passatempo, non mettere la cintura non è un divertimento e lo stato mi obbliga a metterle. Quindi il discorso non calza per nulla, sorry.

        • stefano
          15 giugno 2013 alle 21:44

          calza calza, anzi scarpa!

      • daniele
        15 giugno 2013 alle 09:08

        Sull’alcool invece posso anche essere d’accordo.
        Giustissimi tutti i divieti vigenti per chi è alla guida, ma poi ognuno è libero di fare quel che vuole, anche, purtroppo, di farsi venire un cancro al fegato buttando giù litri di alcool.
        Sennò ritorniamo all’era del proibizionismo e via di clandestinità.

        • danyel
          17 giugno 2013 alle 10:25

          Premettendo che non sarei, a priori, per alcun tipo di proibizionismo, inviterei a riflettere sul fatto che, in una organizzazione di welfare come quella italiana, se uno “vuole, anche, purtroppo, di farsi venire un cancro al fegato buttando giù litri di alcool” influisce comunque sulla vita di tutti visto che le sue eventuali cure peserebbero sulla collettività. Quale quindi il giusto equilibrio?

      • marina
        15 giugno 2013 alle 12:09

        Lo Stato non è cambiato, non è qualcosa che non dovrebbe essere, lo Stato siamo noi.
        Forse i potenti sono sempre esistiti e a volte (spesso?) guadagnano un ruolo gestionale, direttivo, amministrativo nello Stato, fingendosi per lo Stato, cioè noi.
        Le infiltrazioni di “potenti” nell’organigramma di uno Stato, o di un “governo ombra” o di Logge controlla tutto sono la storia nostra e dell’umanità intera.
        Oggi come ieri, qui e altrove.
        Siamo noi che dobbiamo “svegliarci” in tutti i sensi, e renderci consapevoli di come funzionano le cose, siamo noi a dover far crescere la nostra consapevolezza e a non farci ridurre a dei semplici automi.
        Molti si preoccupano, in un verso o nell’altro dei soldi, chi ne vuole troppi, chi non ne ha abbastanza e fatica a vivere… non sono gli zeri a destra delle cifre il problema autentico, quella è solo l’interfaccia di un meccanismo fatto di schiavizzati e padroni e anche di coglioni, permettetemi il termine, sì perché non saprei come diversamente definire chi accumula “oggetti” e vive una vita fatta di gesti orrendi (anche imbambolare, irretire persone attraverso i media lo è) per riuscire a guadagnare di più e bearsi di viaggiare con un po’ di latta tecnologicamente avanzata sotto i glutei, oppure di scegliere un animale da “compagnia” (o to show off?) con gesti contro natura, contro coscienza, che da individuale è comunque parte del tutto. Credo che questi e tanti altri siano gesti privi di ogni valore per noi, per la nostra vera natura e il nostro vero benessere. Credo che anche chi ha raggiunto l’apice del “successo” sopra montagne di soldi, che ci ricordano le immagini dei fumetti di Paperon De Paperoni, non sia “arrivato”… perché (pensate a personaggi noti, notissimi…) appaiono sempre così infelici? 😉

    • marina
      15 giugno 2013 alle 11:29

      il problema è che appaiono scelte personali, ma si tratta di un abominevole manipolazione ai danni delle persone poco consapevoli che si lasciano condurre in una esistenza piena di condizionamenti inconsci…

  11. giampiero
    14 giugno 2013 alle 17:29

    Fin dal tempo degli antichi egizi (modo in uso per dire da sempre)più la gente si impoverisce e più cerca nel gioco la soluzione ai problemi ma peggiora la situazione (io conosco chi col gioco è diventato milionario peccato che prima era miliardario)e lo stato si foraggia col gioco legalizzato apposta i governi (tutti) impoveriscono la gente.Si lavano la coscenza dicendo giocate responsabile come se a un drogato gli dicessi drogati responsabile o a un alcolizzato bevi responsabile poi ci sono gli sponsor nel calcio a fare da traino e nelle TV e Radio di stato e private come RAdioRadio che ha fatto del gioco il suo maggior introito pubblicitario h24 per 365 giorni l’anno sempre dicendo giocate responsabile e la coscenza è lavata rovinando famiglie intere per i loro sporchi interessi essendo (come nel caso di RadioRadio) proprietari di una piattafoma di gioco e fra un pò ci diranno suicidatevi responsabile…

    • 14 giugno 2013 alle 18:07

      Caro Giampiero,
      è d’obbligo una precisazione:
      i proprietari di Radio Radio (ovvero anche il sottoscritto), non sono riconducibili alle piattaforme sul gioco d’azzardo.
      Immagino che tu ti riferisca al Sig. Ilario Digiovambattista, lui proprietario di Quigioco.it, ma che nulla ha a che vedere con la proprietà di Radio Radio, al quale è invece legato per i fatti già noti e di cui si è ampiamente discusso nei precedenti post.
      Uno dei motivi del contenzioso, è infatti tale partecipazione, dal sottoscritto assolutamente mai condivisa.

      • giampiero
        14 giugno 2013 alle 18:13

        Attualmente tu non stai in Radio a sponsorizzare il
        gioco(tutto)e specialmente Quigioco era sottinteso
        che si riferiva a chi si definisce Megadirettore(Ilario)
        nessuno confonderebbe le 2 posizioni e ormai lo sanno
        tutti chi è il socio di Quigioco

        • Roberto
          15 giugno 2013 alle 11:09

          GIAMPIERO, MI FAI PENSARE ALLA FAMOSA FAVOLA DI ESOPO “LA VOLPE E L’UVA”, QUANDO PARLI DI CHI E’ SOCIO DI UNA PIATTAFORMA DI GIOCO, NEL BENE E NEL MALE “AUTORIZZATA”. HO INDOVINATO?DAI ADESSO NON T’INC****RE…..SCHERZAVO…FORSE…..FABIO SCUSA IL BLOCCO DELLE MAIUSCOLE

          • giampiero
            15 giugno 2013 alle 11:17

            Questa è l’ultima volta che ti rispondo(altrimenti vomito)io ho lavorato 45 anni in fabbrica da operaio
            sto in pensione e mi accontento di quello che ho fatto
            e ho senza compromessi combattendo sempre(anche
            oggi e fino alla morte)quelli come te che sono la rovina del paese si capisce lontano 100 KM Berlusconiani
            con la puzza sotto il nano per fortuna state sparendo

          • marina
            15 giugno 2013 alle 12:21

            forse hai già letto il post che ho messo ieri sera sulla “Sindrome della Volpe e l’Uva” di Malanga.
            Parole che ben argomentano, spiegano la gravità della condizione nella quale si trovano a vivere persone che in fondo, condannano loro stessi il loro operato…
            molto di più che semplice ironia sull’invidia. 😉

          • marina
            15 giugno 2013 alle 15:12

            per Roberto
            devo rispondere qui poiché sotto al tuo commento indirizzato a me non appare il tasto “rispondi”

            No, non sono io la Marina che interviene alla radio.

            Per quello che riguarda le considerazioni che fai sui Fabio e Ilario credo che ognuno sia libero di presentare attraverso le proprie parole il proprio mondo, i propri valori, le sue simpatie, cosa crede sia giusto, ammirevole e stimabile.
            Saper interagire in una società, con etica o inganni o raggiri, o approfittando di correnti e leggi e illegalità alla ricerca della realizzazione dei propri scopi è oggettivamente parlando una scelta soggettiva.
            Ci si può riconoscere in un imprenditore “fatto da sé” che magari riceve capitali quasi a gratis, favorito da leggi per far crescere quell’impresa, proprio perché fa comunicazione e la fa favorendo questa o quell’idea…
            si possono dover pagare cifre astronomiche (=tassati) per farsi le news da soli o pagare molto meno per acquistare passaggi di informazione già confezionati 😉 magari per anni con il solito omicidio per mano di extracomunitario…
            La Rai a partecipazione statale al 99% potrebbe trovarsi a pagare miliardi per i diritti di trasmissioni via etere (parlo di almeno un paio di decenni fa) mentre emittenti televisive nazionali private (in espansione) potevano anche pagare solo qualche centinaio di mila lire (chiedi a Fabio, lui le sa queste cose).
            Magari ti incanali nella corrente dei finanziamenti pubblici dell’editoria. Se RadioRadio li ha non lo so, per certo so che giornali di un solo foglio, magari che nessuno ha controllato se lo hanno ami stampato, che però appare nelle rassegne stampa nazionali, riceve-va oltre un milione di euro per pagare i suoi costi (magari con un solo dipendente)-
            Magari tar i rimborsi elettorali si ricevono soldi per far credere all’onesta di questo o quello, ricordo le campagne elettorali di certi candidati sensibili alla sorte di ammalati di cancro. Sì, viene da dire “nobile”, eppure erano gli stessi candidati che spendevano cifre iperboliche (una volta eletti) per acquistare (sembra solo sulla carta) scorte di Tamiflu, vaccino per malattie inesistenti… sottraendo energie importanti, importantissime anche agli ammalati di “chemio”, non gli veniva somministrato il “ripulente” Glutatione, che forse avrebbe abbassato il rischio di contrarre nuovi tumori proprio per le chemio…
            Insomma Roberto, fai bene ad esprimerti con ammirazione verso chi rappresenta almeno in parte i tuoi ideali, ma di certo non ti aspettare che i valori che testimoni siano lo scopo della mia vita. 🙂 ciao e prosegui nella conoscenza! tanto per ritornare al titolo! (Marina Campagna)

          • marina
            15 giugno 2013 alle 20:17

            Per Roberto
            ti rispondo con una domanda:
            se un olimpionico partecipa alle gare assumendo sostanze illegali e al limite della legalità (per “leggi” che a loro volta sono ottimi strumenti per i guadagni di alcuni politici direttamente coinvolti/interessati con lo stesso tipo di attività), riesce ad avere migliori prestazioni e magari con i proventi di questa attività paga anche un nutrito numero di collaboratori, secondo te, è migliore di chi si adopera in modo sano?
            E’ un po’ come dire che era corretto sterminare gli ebrei al tempo di Hitler perché le leggi, lo “Stato” lo permettevano…
            A presto! Ciao
            Nota: spero che ti piaccia la brevità del messaggio 😉

          • marina
            16 giugno 2013 alle 10:21

            Ciao Roberto
            ti rispondo brevemente alle tue considerazioni, per punti:
            1. fai riferimento ai tuoi problemi di imprenditore, capisco;
            2. Adolf Hitler, Joseph Mengele, Joseph Paul Goebbels e molti altri – insieme a loro e dopo di loro – sono stati dei personaggi nella storia che hanno promosso studi sulla manipolazione della volontà (soprattutto inconscia) dell’umanità. Gli studi, esperimenti non si sono fermati con la sconfitta del Nazismo, ma sembra siano proseguiti in accordo con molti personaggi influenti la scena politica, economica mondiale… (vedi “The cage experiment della Stanford University, un esempio “innocente” se paragonato ad altri progetti tenuti segreti…)
            e che oggi molti fenomeni siano ricollegabili alla capacità di aver sviluppato programmi che programmano l’uomo.
            Roberto, le aziende sì sono importanti, l’economia è un fattore importante, ma credimi, ci sono valori inalienabili dell’esistenza che non possiamo regalare agli “alieni”, la parte oscura che c’è, forse…

          • marina
            16 giugno 2013 alle 12:04

            Sempre per Roberto
            aggiungo una precisazione.
            Il Nazismo all’epoca viene ben accolto dal popolo tedesco proprio perché politicamente avrebbe dovuto preservare il benessere acquisito dalla classe media che vedeva minacciata nelle sue economie, questo fenomeno è stato accomunato – da studiosi di sociologia – all’origine della italiana Lega (Nord).
            Per ogni altra ragionevole considerazione ti inviterei a rileggere, magari provando a riflettere, sulle parole da me già scritte.
            (A volte) il cervello non vede quello che non conosce (Malanga)… ciao 🙂

        • Roberto
          15 giugno 2013 alle 11:34

          A Giampiè l’ho premesso che stavo scherzando e hai preso subito d’aceto, al limite della moderazione, ma dai tuoi interventi si evince chiaramente che sei per un “appiattimento” totale. Sembra che chi non sia con te sia contro di te, ma il giusto vivere sta nel permettere ad ognuno la propria opinione, rispettandola. Se tu hai iniziato a lavorare in età adolescenziale e hai fatto 45 anni di fabbrica non è colpa nostra e se Daniele vuole spendere 300 euro per andare al lago, non è giusto che tu tiri conclusioni affrettate affermando che magari è un figlio di papà. Io nel precedente intervento ho precisato che non siamo in una giungla e lo stato deve salvaguardare i più deboli, ma ciò non significa che dobbiamo necessariamente essere tutti uguali. Esistono persone che sono giunte al successo anche grazie alla loro cultura ed intelligenza e stabilirlo su un blog, dove siamo relegati in forma quasi anonima, sarebbe impossibile. Impara ad accettare anche eventuali pareri contrastanti con i tuoi e magari fanne tesoro che non è mai troppo tardi. Il vomito che ti suscito prima di uscire dalla tua bocca è già dentro di te….

          • giampiero
            15 giugno 2013 alle 11:42

            E bravo il professorino Berlusconiano nessuno
            dice che dobbiamo essere tutti uguali infatti io
            (per fortuna)sono diverso da quelli come te
            chiudiamola qui……

          • Roberto
            15 giugno 2013 alle 14:32

            ciao Marina, ti rispondo con un po di ritardo sulla favola di Esopo.No non avevo ancora letto una delle tue particolari considerazioni, ma indubbiamente l’empatia che, pur non conoscendoti, nutro per te, ci ha accomunato in un attimo di telepatia.Vorrei sapere, se ritterai volermi rispondere in questo contesto, se sei la gentile Marina che ogni tanto interviene la mattina nella trasmissione di Mario Tozzi, il quale sembra gradire particolarmente i tuoi interventi. Ringrazio e non da ruffiano, il buon Fabio per la possibilità che ci ha permesso di incontrarci in un momento dai risvolti per un certo verso “drammatici”. Alcuni anni fa, un noto scrittore con il quale ebbi un breve colloquio mi disse che le guerre erano necessarie perché aiutavano le persone a tornare nella giusta dimensione.Infatti dopo ogni guerra, inesorabilmente, la gente si riavvicina e insieme inizia a collaborare per la ricostruzione.Una specie di “volemose bene”.Nel nostro caso, da piccolo imprenditore posso affermare che non si è veri imprenditori se non si ha un carattere particolare che ti fa vedere solo il traguardo da raggiungere, costi quello che costi, anche seminando cadaveri. La stessa storia ce lo conferma.Io, ripeto per l’ennesima volta, provo una grande sincera simpatia per Fabio, ma riconosco la grande imprenditorialità di Ilario che dirige una società di capitali, quindi con fini di lucro. Se la radio fosse stata magari di suo padre la cosa sarebbe stata perfetta e oggi non staremmo qui con una “tela di penelope”. Il problema, per lui,è che il giocattolo non era suo e, ha cercato con mezzi discutibili di appropriarsene, ma sul fatto che abbia anche fatto bene non vi sono dubbi.Oggi Radio Radio è la talkingradio più ascoltata a Roma e provincia.Basta entrare in un qualsiasi negozio dopo le 14 e la troverete online. Anche se tutte le carte sono a posto, io non la vedo tanto facile da risolvere senza portare nocumento all’emittente stessa.Fabio che dimostra ogni giorno la sua onesta e intelligente preparazione questa cosa l’ha già capita benissimo ma certo non si può esimere da quanto sta facendo.

          • Roberto
            15 giugno 2013 alle 16:48

            Marina, grazie per la risposta.Solo una precisazione, in quanto riuscire a farsi comprendere scrivendo poche righe non risulta facile e certamente a causa dello scrivente e non di chi legge. Io, lo ribadisco per l’ultima volta per non tediare quanti mi unorano con la loro lettura. Io non sto difendendo nè ammirando nessuno in particolare, ma, come recita la famosa frase biblica dico: non cercare il male che è in te stesso, perché certamente lo troverai. Cercane, invece il bene e guarda se ne trovi…..Ora da vecchio ascoltatore della radio, se non fossi stato a conoscenza degli accadimenti, certamente, pur non condividendone i contenuti pubblicitari,ma giustificandoli, non avrei personalmente avuto nulla da ridire, in quanto la pubblicità alle piattaforme di gioco (autorizzate) la fanno anche altre radio private. Il confronto con le testate giornalistiche che, tramite apposita legge, vengono foraggiate dallo stato, non rientra nel nostro discutere.I miei dubbi di piccolo imprenditore (privato e non sovvenzionato da nessuno) sono leciti quando non riesco ad ottenere una risposta certa a questa mia domanda: se fin dall’inizio avesse avuto la meglio la linea di Fabio con la quale la radio non si fosse schierata né a destra né a manca, evitando anche la pubblicità a favore delle piattaforme di gioco, oggi la condizione economica dell’emittente sarebbe la stessa???ed il numero dei dipendenti sarebbe rimasto quello di oggi???All’infuori di queste constatazioni, io non sono amico di Ilario né di Fabio ma semmai simpatizzo per Fabio. Poter divenire veramente suo amico (termine abusato) sarebbe per me un grande onore in quanto lo ritengo certamente migliore di me.Non dobbiamo, però, cadere nello stesso errore commesso tramite l’etere dove una sola parte si esprime a ruota libera senza dare alcuna possibilità di replica.Non fa parte del mio carattere compiere processi sommari, perché non ne possiedo le capacità e non lo ritengo corretto.Sarebbe come cantarsela e suonarsela da soli. Unicamente i dispositivi delle sentenze fanno testo……A Fabio vanno i miei più sinceri auguri di ottenere una vera giustizia, l’unica vera.

          • Roberto
            15 giugno 2013 alle 23:35

            ciao Marina, sono appena rientrato dopo aver partecipato come spettatore al raduno dei patiti della Harley Davidson ad Ostia Lido e solo ora ho il piacere di leggere la tua interessante considerazione allegorica nella quale citi addirittura Hitler e la Shoah, che fortunatamente non ho vissuto da vicino essendo nato in periodo postbellico. Per giudicare compiutamente i ns pareri, occorrerebbe conoscere a fondo la storia di ognuno di noi, le vere idee e soprattutto l’occupazione che svolge o che ha svolto quotidianamente. Io a 22 anni ebbi la fortuna di vincere il classico concorso statale e ho lavorato presso l’aeroporto di Roma-Fiumicino per circa 22 anni con compiti di discreto livello nell’ambito dello Stato (responsabile della Segreteria Particolare del Direttore). Un’occupazione di tutto rispetto che mi dava tranquillità e sicurezza economica, ma che non mi faceva sentire realizzato a livello personale con l’occhio sempre al giorno 26 del mese. All’età di 42 anni, né pochi né troppi, ho avuto la forza di licenziarmi (senza emolumenti) per iniziare una nuova attività privata, ma soprattutto solo mia, che con sacrifici inimmaginabili mi permette una vita relativamente agiata, certamente migliore di quella precedente da statale. Ti posso assicurare che non ritengo di essere un vero imprenditore in quanto non ne ho la stoffa che è innata. Quella non la puoi né comprare né acquisire. Svolgo bene la mia professione di consulente nell’ambito degli appalti pubblici, ma non riuscire a decollare come invece hanno fatto altri miei colleghi più imprenditori di me. Posso, però, capire la grandissima differenza che corre tra l’avere un posto fisso sicuro e dover lottare ogni giorno per la sopravvivenza. La stessa differenza che c’è tra un cane da salotto e un cane randagio che combatte la quotidiana battaglia. Io ho la fortuna di lavorare assieme ad una persona di famiglia e quindi di non avere personale dipendente, ma solo chi gestisce una qualsiasi impresa può capire cosa significhi avere la responsabilità anche dei collaboratori. Ognuno di loro rappresenta una famiglia e se la mattina non squilla il telefono non ti salva nessuno. Da quando ascolto la Radio, a parte rari casi che nessuno di noi conosce bene, non è stato mai licenziato un solo dipendente e molti presenti in questo blog, magari comodamente seduti in poltrona, si ergono a giudice su argomenti che non saprebbero neanche trattare. Si confondono i motivi che hanno costretto Fabio ad adire le vie legali contro i suoi parenti, con argomenti contingenti che non sono inerenti alla vicenda. Provate ad avere un credito da un cliente che non vi paga magari una fattura di 7200 euro per la quale avete anticipato 1200 euro di iva e avete pagato una parcella di 1000 euro ad un legale per cercare di recuperarli……..ai dipendenti di radio radio gli facciamo gli esempi del doping e di Hitler???ma in quale mondo vivete???Pinocchio non esiste…Radio Radio attualmente va avanti con mezzi apparentemente discutibili ma leciti e non siamo in Germania con il Nazismo, ma bensi in una nazione europea dove le piccole medie imprese sono oramai alla canna del gas e ogni giorno ne chiudono centinaia…….un paese pieno di bacchettoni che sanno solo giudicare senza conoscere e provare, provare per credere…

          • Roberto
            16 giugno 2013 alle 14:53

            ancora ciao Marina, in un certo senso sembra che involontariamente stiamo monopolizzando il blog su questo specifico argomento che rappresenta uno degli anelli che compongono l’intera vicenda. Da come ti esprimi, appare evidente la tua preparazione sui problemi che attanagliano l’intera umanità, a partire quasi dagli albori, citando alcuni eminenti componenti della Gestapo ecc. Tutte cose condivisibili ma che alla fine strizzano il cervello di chi deve dare un proprio giudizio su una triste vicenda che, per certi versi, ci vede accomunati in questa valle di lacrime (senza riferimenti a Ilario). Approfitto di questo ultimo intervento con la promessa di continuare a seguire il blog, per esternare quella che è oramai la mia convinzione su questa vicenda. Certamente la mia rappresenterà unicamente un parere personale e non la verità assoluta, detenuta solamente da Dio, quale unico e solo Giudice Supremo. Premetto e ribadisco di non parteggiare per nessuno in particolare (semmai lo farei per la mamma di Fabio, in quanto io l’ho perduta quando avevo 21 anni e per me, assieme alla mia compagna, rappresenta la cosa migliore che abbia avuto nella vita). In soldoni: All’inizio la storia appare bellissima e una famiglia perfetta, tiene le redini di una radio privata, che rappresenta una novità in quanto fino ad allora potevamo ascoltare unicamente la rai. Tutto, come detto, fila liscio e ognuno si occupa delle proprie competenze fino a quando Ilario, in veste di Direttore regolarmente nominato dal C.D.A., da vita ad alcune iniziative che secondo lui possono migliorare il trend della radio e farla crescere. Queste iniziative non sono condivise da Fabio, che in qualità di L.R. vuole essere preventivamente messo al corrente di tutto, eppoi non le condivide. Da questo punto iniziano i problemi, in quanto Fabio detiene un terzo delle quote societario, mentre gli altri due soci, insieme, ne detengono la maggioranza. Ilario, che è oramai perdutamente innamorato della radio per la quale lavora anche 18 ore al giorno, non accetta la situazione e , senza alcuna minaccia, riesce a convincere la moglie e la suocera a far nominare L.R. la s.ra Duranti, sorella di Fabio, con una regolare assemblea straordinaria della società. Finora, quindi tutto regolare e secondo me non ci piove. Se tutto fosse rimasto cosi, Fabio non avrebbe avuto modo di poter frenare le strategie della società in quanto socio di minoranza, ma, purtroppo il reciproco astio che si era creato tra cognati ha dato il via alla triste vicenda che si dipana nella maniera che conosciamo e che da la stura ad una lunghissima vicenda giudiziaria. La mia perplessità, che non è esiziale e vale poco, è però questa: se un giorno, venissero riconosciute le giuste cause di Fabio e venisse ripristinata la situazione societaria di prima, come potrebbe imporre la sua linea editoriale ed aziendale senza avere la maggioranza delle quote? Far condannare per reati penali anche gravi la propria madre e la propria sorella (sorvoliamo sul cognato) lo renderebbe alla fine felice? Avendolo conosciuto su questo blog io sono convinto di no e come ho già asserito in precedenza non vincerebbe nessuno e tutti perderebbero qualcosa.I momenti persi con le persone care non potranno essere mai recuperati. Al re Salomone portarono una bellissima donna e due uomini dichiaravano che ella era la propria moglie. Ognuno portava le sue ragioni e allora Salomone disse “dividetela in due e datene una parte ciascuno, ma uno dei due che l’amava veramente disse “no sire, non lo fate…lei morirebbe e io preferisco che la prenda lui…”.Quella donna si chiama Radiradio…..Caro Fabio, credimi non mi paga nessuno e non vi ho mai conosciuti di persona ma non è con la “filantropia” che si manda avanti un’azienda e io, perdonami, ho il diritto di pensare che se fin dall’inizio non avresti avuto un atteggiamento di “muro contro muro” la cosa non avrebbe avuto mai inizio. Creare una entità non significa possederla per sempre con le proprie idee, come nel caso di un figlio. Lo mettiamo al mondo e cerchiamo di inculcargli i ns principi ma, pur rimanendo nostro, non possiamo obbligarlo a seguire per sempre la ns linea. Chiudo ciò che rimane un mio parere, senza valore ma dettato dalla mia sincerità. Un giorno qualsiasi vai con tua moglie a trovare tua madre, abbracciala e inizia una nuova vita.Riunitevi e dialogate, dialogate. Devi iniziare tu perché possiedi il dono della modestia e dell’intelligenza.Uno come te non può continuare ad aspettare il sabato per andare al mercato ma, in un certo senso è patrimonio di tutti e deve tornare a farsi sentire, magari con una rubrica personale. Io, noi tutti, ti ascolteremo con piacere e non ne vediamo l’ora.Saluto tutti i componenti del blog ed in particolare Fabio, Marina e Giampiero. Ciao da Roberto

          • 16 giugno 2013 alle 15:10

            Caro Roberto,
            il tuo discorso filerebbe, ma, come in un’equazione, se sbagli un passaggio, tutto quello che segue sarà errato.
            Il primo passaggio da rivedere è che non conosci la genesi dei comportamenti di Ilario, quindi non sai come si è arrivati a quello che io chiamo “contenzioso indotto”, che non possiamo certo discutere qui (magari ci aprirò una discussione sul forum in apertura);
            poi sbagli anche la ricostruzione del racconto in molti punti, e DEVI assolutamente cancellare la frase “…senza alcuna minaccia…”;
            inoltre, dovresti fare maggiore attenzione alle spiegazioni storiche di Marina, perché, ti posso assicurare, e il proseguo della vicenda te lo dimostrerà, sono assolutamente pertinenti al soggetto di cui parliamo.
            Stai tranquillo, che al momento opportuno riabbraccerò i miei cari, quelli veri; non appena avranno avuto piena coscienza dei fatti accaduti.

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